UNIVERSITA’ AD ORISTANO: QUALE FUTURO?

UNO_sito_luglio2013_HP1.jpg_1420845464L’Università ad Oristano è un importante patrimonio per il nostro territorio ma sta affrontando grosse difficoltà.
La più seria è sicuramente quella che deriva dalle continue incertezze da parte della Regione Sardegna nel finanziarne l’attività.
È arrivato il momento di capire se è intenzione della Regione riprendere a sostenere in maniera adeguata la rilevante attività messa in campo dall’Università ad Oristano o se invece se ne vuole mettere in discussione il futuro.
In questo secondo caso bisogna capire quanto tutti noi siamo disposti a fare per difendere questa nostra vitale risorsa.
Per questo abbiamo ritenuto, come gruppo consiliare del PD in consiglio provinciale, stilare questo documento, che vede come estensore il collega Roberto Scema, con il quale poniamo la questione a chi si presenta a guidare la Regione nei prossimi 5 anni.

UNIVERSITA’ AD ORISTANO: QUALE FUTURO?”

Nel 1994, in seguito ad una intesa tra la Regione Autonoma della Sardegna e la Provincia di Oristano, nasceva il progetto per la Costituzione del Consorzio per la Promozione degli Studi Universitari di Oristano.
Due anni dopo veniva costituito (dalla Provincia di Oristano, dal Comune, dalla Camera di Commercio, dall’Associazione degli Industriali, dell’Associazione del Commercio dei Servizi e del Turismo) il Consorzio Uno.
Da allora ad oggi molta acqua è passata sotto i ponti.
Dalle prime lezioni tenute in un’aula dell’Istituto Tecnico Commerciale n. 2 (gennaio 1997) cui parteciparono 25 iscritti, per i corsi di Economia e Gestione dei Servizi Turistici e di Economia e Amministrazione delle Imprese, si è arrivati ad una offerta formativa importante, costruita attorno alla splendida sede del Chiostro del Carmine, così articolata:
– Corso di Laurea in Economia e Gestione dei Servizi Turistici (Facoltà di Economia dell’Università di Cagliari);
– Corso di Laurea in biotecnologie Industriali (Facoltà di Scienze dell’Università di Cagliari)
– Curriculum in Tecnologie Alimentari – Corso di laurea in Tecnologie Viticole, Enologiche, Alimentari (Facoltà di Agraria dell’Università di Sassari);
– Curriculum in Viticoltura ed Enologia – Corso di laurea in Tecnologie Viticole, Enologiche, Alimentari (Facoltà di Agraria dell’Università di Sassari);
– Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici (Università di Sassari);
Complessivamente, nell’Anno Accademico 2013 – 2014 risultano iscritti 663 studenti, dei quali 205 al primo anno, mentre al 31 dicembre 2013 si erano laureati complessivamente 693 studenti, dei quali 125 negli ultimi due anni.
A questi dati va aggiunta l’attività di ricerca condotta nel settore dei beni culturali, delle tecnologie alimentari, della biochimica, più le attività formative di natura non universitaria, a vantaggio del territorio.
Non da trascurare infine il fatto che, allo stato attuale, la struttura organizzativa è composta da un organico di 25 persone, suddivise tra personale impiegato nei servizi generali e personale tecnico impiegato nei laboratori, nella biblioteca e nei servizi di tutorato e management didattico.
Si delineano così i tratti di una realtà in grande crescita, qualitativa e quantitativa, che, superando gli scetticismi di molti è andata affermandosi al punto tale da richiamare studenti che arrivano per circa il 50% da fuori Provincia.
E tuttavia, paradossalmente, le prospettive non appaiono per niente rosee, a causa di una situazione di precarietà economico – finanziaria che non solo mette a repentaglio il mantenimento degli standards raggiunti in questi anni, ma rischia addirittura di rendere necessario un ridimensionamento dell’attività dell’università oristanese, come paventato nelle settimane scorse dalla stessa Università, che ha manifestato con forza tutte le preoccupazioni per una situazione che proietta inquietanti nubi sul suo futuro.
È per questo che il gruppo del PD in Consiglio Provinciale, dopo aver partecipato, qualche settimana fa all’incontro tra la Commissione Cultura e le rappresentanze del Consorzio Uno, del corpo docente, degli studenti dei lavoratori, ha dapprima promosso un nuovo incontro svoltosi stavolta in Provincia tra il gruppo ed una rappresentanza dell’Università, al termine del quale ha ritenuto di doversi fare carico di aprire un dibattito tra le istituzioni provinciali e regionali, le parti sociali, i partiti politici, attorno a quello che è il tema centrale di tutta la questione: si crede nel ruolo che l’Università può avere nell’ambito del progetto di sviluppo socio – economico del territorio oristanese o no?
Perché se ci si crede (e noi naturalmente pensiamo che ci si debba credere), occorre sottrarre l’Università arborense alla condizione di precarietà che, inevitabilmente, ne condiziona i progetti di sviluppo e finirà per incidere negativamente, nel medio e lungo periodo, sulla qualità complessiva dell’offerta formativa.
Questo sarebbe possibile, ad esempio, se la Regione Sardegna ripartisse i fondi che destina alle sedi decentrate assicurando uno stanziamento perlomeno triennale, e utilizzando criteri di riparto che tengano conto dell’effettiva attività condotta (e non invece, come accade anche in questi giorni, finanziando sedi senza nemmeno un iscritto).
Oppure si potrebbe (finalmente!!) consentire anche alle sedi decentrate di accedere alle risorse della programmazione europea 2014/2020, fondi finora riservati solo alle due Università di Cagliari e Sassari.
Così come sarebbe fondamentale la realizzazione di una Casa dello Studente e di altri importanti servizi per i quali, va evidenziato, gli studenti versano regolarmente la tassa all’atto dell’iscrizione.
È evidente che per raggiungere questi obiettivi, occorre uno sforzo congiunto di tutte le parti in causa, alle quali l’Università chiede una risposta.
Risposta ad una questione che, per quanto ci riguarda, poniamo anche al candidato Presidente per il centrosinistra al governo della Regione Sardegna, Francesco Pigliaru, ed ai candidati del Pd della nostra circoscrizione.

Il gruppo Pd in Consiglio Provinciale

UNIVERSITA’ AD ORISTANO: QUALE FUTURO?ultima modifica: 2014-01-16T23:00:04+01:00da frafederico
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento