Mozione per il ripristino della quota a carico del Comune per i progetti a favore delle persone affette da disabilità gravi

Ritorno a CasaUn taglio della quota a carico del Comune per i progetti personalizzati del Ritornare a Casa dal 20 al 12%. Una decisione che va a colpire le persone affette da disabilità gravissime, come Sla, sclerosi multipla, malati di Alzheimer, malati psichici e altre persone in gravissime condizioni di salute. Unamministrazione comunale non può dimenticare le persone più sofferenti e deve fare il massimo sforzo per garantire i livelli assistenziali.

Per questo motivo, assieme alla collega Maria Obinu e Efisio Sanna, abbiamo presentato una mozione con la quale chiediamo una presa di posizione chiara da parte del Consiglio Comunale di Oristano per spingere la Giunta a ritornare sui propri passi e ripristinare la quota massima per i progetti destinati alle disabilità gravissime.
Il programma Ritornare a casa è nato in forma sperimentale nel 2008 per venire incontro a questi soggetti con gravi patologie degenerative, utenti in fase terminale della vita, o con grave stato di demenza: la finalità è quella di evitare listituzionalizzazione e consentire invece il rientro in famiglia o in un ambiente di vita familiare. I piani personalizzati sono predisposti da Comuni con lobiettivo di mettere al centro la persona nel proprio domicilio. Il programma si armonizza con gli altri strumenti a servizio della persona non autosufficiente o a grave rischio di non autosufficienza, quali lADI (Assistenza domiciliare Integrata) e i piani personalizzati L. 162/98.
Fin dal primo momento della sua istituzione il progetto Ritornare a Casa prevedeva una quota a carico della Regione pari all80% dellintero importo approvato e una quota fino al 20% a carico del Comune.
Lamministrazione precedente, con grandi sforzi e sacrifici, aveva mantenuto la quota del 20% fino a tutto il 2016 e nel 2017 approvando una delibera di indirizzi, la numero 98, in base alla quale si davano chiare indicazioni agli uffici per il mantenimento dei massimi livelli assistenziali.
Lo scorso settembre però la Giunta Lutzu ha pensato di rivedere quella delibera decidendo di abbassare la quota a carico del Comune dal 20 al 12% con un taglio del ben 40% delle risorse previste.
Come se non bastasse, al momento, per il 2018 non è stata predisposta nessuna delibera di indirizzi sullargomento e nel bilancio non ci sono le risorse accantonate per il progetto Ritornare a Casa, cosa che ci fa pensare che lintenzione dellamministrazione sia quella di non partecipare con proprie risorse ai piani personalizzati . Evidenziamo anche che a tutt’oggi gli utenti lamentano che la quota a carico del Comune non è stata corrisposta per i mesi di gennaio, febbraio e marzo.

Questo il testo della mozione:

Al presidente del Consiglio
Al Sindaco

I sottoscritti Consiglieri Comunali, Marina Obinu, Francesco Federico, Efisio Sanna per proporre alla attenzione ed approvazione del Consiglio Comunale di Oristano la Mozione:
Ripristino quota di 20% a carico del Comune per l’attivazione dei progetti “Ritornare a Casa”.
Premesso
– che il programma “Ritornare a Casa” nasce per soggetti con gravi patologie degenerative, utenti in fase terminale della vita, o con grave stato di demenza. Le finalità proprie del programma sono volte a favorire la permanenza nel proprio domicilio, in famiglia o in un ambiante familiare, di persone in situazione di grave e gravissima non autosufficienza;
– che il programma Ritornare a casa, cosi come stabilito dalle linee di indirizzo della Regione Sardegna, “pone particolare attenzione alla valutazione del grado di compromissione funzionale che la patologia comporta, al bisogno assistenziale da essa determinato e riconosce un diverso sostegno economico sulla base del grado di non autosufficienza, del carico assistenziale e della capacità economica del nucleo familiare”;
che i piani personalizzati sono predisposti da Comuni con il primario obiettivo di sostenere la persona e la sua famiglia garantendo l’acquisizione di servizi di assistenza domiciliare. Il programma sostiene anche la permanenza a domicilio delle persone a rischio di istituzionalizzazione, armonizzandosi con gli altri strumenti a servizio della persona non autosufficiente o a grave rischio di non autosufficienza, quali l’ADI (Assistenza domiciliare Integrata) e i piani personalizzati L. 162/98;
– considerato che la richiesta di predisposizione del progetto viene presentata al Comune, corredata dalla scheda di valutazione multidimensionale (compilata dal medico di medicina generale) e da certificazione ISEE. La valutazione globale della situazione della persona avviene d’intesa con la ASL attraverso una unità di valutazione territoriale (UVT) a cui partecipa l’Assistente Sociale del comune;
– che rimane in carico alle famiglie scegliere la modalità di gestione dell’intervento, che può essere:
diretta (il Comune si fa carico della scelta degli operatori) o indiretta (il beneficiario stesso o la sua famiglia scelgono l’operatore); nel primo caso il Comune effettua direttamente i pagamenti agli operatori, nel secondo caso la famiglia anticipa i pagamenti all’operatore, e tramite le ricevute delle somme versate viene poi rimborsata;
– atteso che fin dalla sua istituzione, il progetto Ritornare a Casa ha visto due distinte quote di cofinanziamento a carico delle Regione (quota all’80% ) e a carico dei Comuni carico (quota 20%). Fino al 2016, la quota fissata nel 20% era obbligatoria, ovvero, i comuni non potevano decidere di sopprimerla o deliberare una misura inferiore;
– valutato che la precedente amministrazione, attribuendo al programma in parola una grande importanza per il valido sostegno alle famiglie interessate e pur agendo nel solco delle note difficoltà di carattere finanziario che attaversano tutti i Comuni, ha mantenuto la quota del 20%;
– valutato inoltre che la precedente amministrazione, nel maggio 2017, ha approvato una delibera nella quale veniva resa nota in maniera inequivocabile la volonta politica di mantenere la percentuale del 20% quale quota parte del Comune per l’attivazione dei progetti Ritornare a Casa, dando chiari indirizzi perchè il Dirigente del settore quantificasse la spesa e reperisse le somme necessarie per il finanziamento a carico del Comune;
– preso atto che l’attuale Giunta, malgrado le assicurazioni fornite e le dichiarazioni rese, il 19 settembre 2017 adottava unanimamente la delibera n. 186 che di fatto rettificava la precedente deliberazione, dimineundo di ben 8 punti ( il 40% in meno ) il cofinanziamento a carico del Comune quale quota parte, ovvero abbassando la percentuale dal 20% al 12%;
– visto che ad oggi non è stato predisposto nessun atto di indirizzo in merito alla annualità 2018 e che , comunque, gli utenti lamentano che la quota a carico del comune non è stata corrisposta per i mesi di gennaio – febbraio – marzo, corrente anno;
– ritenuto errato ridurre la percentuale della quota a Carico del Comune perchè, vista l’esperienza, i progetti Ritonare a Casa rendono meno problematica la permanenza in famiglia delle persone non autosufficienti e supportano le famiglie nella gestione di difficili bisogni sanitari e sociali;

Tutto ciò premesso,
il Consiglio Comunale di Oristano,
impegna il Sindaco, l’Assessore al Bilancio e la Giunta ad adottare tutti i necessari atti perché, in merito al Programma Ritornare a Casa, la quota parte di cofinanziamento a carico del Comune venga ristabilito nella percentuale del 20%.

Maria Obinu, Efisio Sanna, Francesco Federico

Mozione per il ripristino della quota a carico del Comune per i progetti a favore delle persone affette da disabilità graviultima modifica: 2018-04-01T22:22:06+02:00da frafederico
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento