Lettera aperta al Sindaco di Oristano. A rischio lo sviluppo del porto turistico

portotorregrande2Lettera aperta al Sindaco di Oristano:
A rischio lo sviluppo del porto turistico.

Lascia fortemente perplessi la procedura con la quale si sta definendo la vendita della società di gestione e promozione di una delle più importanti infrastrutture del nostro territorio: il porto turistico di Oristano.

Si consideri infatti che un porto turistico non è un bene qualsiasi, ma deve essere sempre considerato un vero patrimonio, gioiello prezioso funzionalmente legato alla nostra economia, al turismo e alla qualità della vita non certo solo degli oristanesi ma di tutta la Sardegna. Un porto turistico NON E’ una srl qualsiasi.

Non si dimentichi infatti che i porti turistici hanno necessità, per funzionare efficacemente ed essere valorizzati, di essere inseriti non solo in una logica di rete, ma di un intero programma di marketing territoriale pertanto il loro successo od insuccesso determina ripercussioni direttamente proporzionali anche sulle altre realtà sarde e (perché no?) mediterranee.

Si rilevi inoltre che la costa sarda occidentale, diversamente da quella tirrenica, consta di pochissime strutture diportistiche e per la pesca, pertanto la sua importanza risulta ancora maggiore.

Tralasciando diversi aspetti procedurali che sono stati sanati soltanto nell’imminenza del Consiglio di ieri, e sui quali non si esclude di tornare, desideriamo concentrare l’attenzione sulla sostanza del bando, un punto centrale della scelta dell’acquirente, cioè i suoi requisiti tecnico/professionali: la vera “qualità” dell’acquirente che, trattandosi di un’infrastruttura strategica, un Comune deve scrupolosamente valutare.

Questi i requisiti per partecipare al bando:
Concorrente singolo: aver esercitato comprovata attività nel settore della diportistica e/o della pesca continuativamente negli ultimi 5 anni;
R.T.I./Consorzio: almeno una delle componenti il raggruppamento deve aver esercitato comprovata attività nel settore della diportistica e/o della pesca continuativamente negli ultimi 5 anni.

Lascia esterrefatti che l’unico, e si badi L’UNICO, requisito necessario per potersi aggiudicare la gestione di una preziosa infrastruttura come il porto turistico di Oristano, sia quello di avere esercitato una vaga attività nel settore della diportistica o della pesca. Un volano per l’economia, il turismo, il benessere del territorio è affidato a chi risponda solo di ciò.

Totale assenza di requisiti patrimoniali, economici e finanziari. Già questo dà la cifra della superficialità con la quale si proceda alla scelta del futuro titolare del nostro porticciolo.

Ma più ancora desta incredulità la mancanza di una richiesta di un adeguato piano industriale: COME i nuovi gestori del porticciolo lo intendono condurre, valorizzare e rilanciare? Come interagire con Torregrande e Oristano? Come con Alghero, Bosa, Buggerru, Carloforte, Cagliari? E con le Baleari? Come con le mete turistiche e diportistiche fortementi emergenti del Nord Africa? Ci si è posti questi quesiti prima di cedere il porticciolo? Pare di no.

Un piano industriale, un piano finanziario, un piano di marketing turistico, da inserire in un più vasto piano di marketing territoriale (che però, ahinoi, Oristano non possiede), sono il requisito fondamentale per poter cedere questa infrastruttura. Niente di tutto ciò.

Ricordiamo signor Sindaco che una delle promesse più condivisibili della sua campagna elettorale, una promessa davvero concreta e affascinate, degna di una visione di lungo periodo di un’Amministrazione fu la realizzazione di un Master Plan per Torregrande.

Il porticciolo ne rimane escluso?

Il porticciolo non deve essere organicamente inserito in un nientemeno che MASTER PLAN per Torregrande? Quali strumenti sono stati previsti per armonizzare la gestione del porticciolo con quella di un piano di sviluppo economico, turistico, logistico del territorio oristanese? Nulla. Assolutamente nulla!

Martedì ci siamo trovati a dover lanciare il nostro appello a tempo praticamente scaduto, visto che la procedura di vendita delle Marine oristanesi è stata realizzata in tempi estremamente brevipubblicazione avvenuta il 19/09/2018, con scadenza l’8/10/2018 pertanto, fatta in tempi e modalità che non ci hanno posto nelle condizioni di esprimere la nostra contrarietà in maniera efficace e tempestiva. Avremmo voluto semplicemente leggere le nostre perplessità, due soli minuti perché tutti e nove i consiglieri della minoranza potessero essere ascoltati su un argomento di enorme delicatezza. Richiesta snobbata. Chiediamo al Sindaco ed alla Giunta, a tutela degli interessi collettivi dei cittadini di Oristano di rivedere immediatamente il bando di vendita.

I consiglieri comunali

Andrea Riccio, Peppi Puddu, Annamaria Uras, Monica Masia, Vincenzo Pecoraro, Francesco Federico, Patrizia Cadau, Maria Obinu, Efisio Sanna

Lettera aperta al Sindaco di Oristano. A rischio lo sviluppo del porto turisticoultima modifica: 2018-10-03T22:25:31+02:00da frafederico
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