San Quirico, la più dimenticata

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San Quirico nasce a cavallo tra gli anni ‘50 e ‘60 in seguito alla realizzazione della Riforma Fondiaria e Agraria in Sardegna.

Un importante periodo storico della nostra Regione che, attraverso una redistribuzione fondiaria e programmi di trasformazione agraria, intendeva riconoscere all’agricoltura un ruolo centrale nella crescita economica dell’Isola, cercando in quel settore di sostenere e formare diversi nuovi piccoli imprenditori.

Oltre alla realizzazione dell’aspetto economico, si poneva grande attenzione anche a quelle necessità che si presentavano in questi nuovi insediamenti. Era necessario dotare queste borgate, caratterizzate da tanti piccoli poderi e case coloniche distribuite in un vasto territorio, di servizi importanti per la vita degli assegnatari quali le scuole, centri di aggregazione, la chiesa.

Oggi è innegabile che la borgata di San Quirico, con i suoi 400 residenti, è la frazione di Oristano più abbandonata da parte dell’amministrazione comunale.

Le scuole sono chiuse da tempo, così come la chiesa. Non esiste un locale pubblico dove la Comunità della borgata possa ritrovarsi, per qualsiasi esigenza. Neanche un bar. In occasione delle elezioni, come seggio viene utilizzato un vecchio spogliatoio ormai fatiscente. Le strade, quasi tutte bianche, non avendo la necessaria manutenzione da parte del Comune, sono spesso difficilmente transitabili.

Eppure nella vicina piccola borgata di Tiria, nel territorio di Palmas Arborea, la situazione è completamente diversa. Lì la Comunità può disporre di un piccolo parco pubblico attrezzato, di un salone utilizzabile per gli incontri pubblici, oltre alla chiesa e a un bar. Come a testimoniare che dare un minimo di decoro a questi piccoli insediamenti non è una impresa impossibile. Basta un minimo di attenzione.

Quella attenzione che il sindaco Lutzu aveva promesso quando, nel settembre dello scorso anno, aveva incontrato proprio a Tiria, i residenti, oristanesi, di San Quirico.

In quell’occasione i cittadini avevano esposto le loro esigenze, semplici ma importanti. Tra queste: la richiesta della toponomastica nelle strade della borgata; la necessità di evidenziare i numeri che identificano i diversi poderi, per essere gli stessi più facilmente individuabili e raggiungibili in caso di emergenza; interventi di manutenzione per le stesse strade; uno spazio pubblico utilizzabile da tutta la Comunità come luogo di aggregazione.

Da parte sua il sindaco Lutzu al termine dell’incontro, ringraziando e salutando, aveva garantito ai presenti il suo impegno per la borgata promettendo anche di tornare ad incontrare quella Comunità almeno ogni due mesi durante il suo mandato.

Ad oggi, i residenti di San Quirico, a quasi un terzo del mandato del sindaco Lutzu, stanno ancora aspettando…

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San Quirico, la più dimenticataultima modifica: 2018-10-28T17:20:57+01:00da frafederico
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